14 MARZO 2024— “L‘URLO: L’UMANO CHE HO DI FRONTE”
Perché è importante parlare di meraviglia quando il mondo è attraversato da conflitti tanto sanguinosi quanto irrisolvibili? Perché se l’odio è un anestetico che rende indifferenti alle storture della guerra e al dolore delle vittime, la meraviglia è un richiamo costante all’attenzione responsabile, una ginnastica dello sguardo, della sensibilità e della coscienza. Lo scrittore e poeta Tahar Ben Jelloun riflette con lo scrittore Alessandro Zaccuri sul rapporto che lega l’esperienza della meraviglia al riconoscimento dell’altrui diritto alla vita, e sulla possibilità di nutrire speranza anche negli scenari più oscuri. Traduzione consecutiva dal francese: Paolo Maria Noseda