20 MARZO 2025. MAESTRI DI FIDUCIA: ETTY HILLESUM E DON MILANI - SAGRESTIA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

L'incontro "Maestri di fiducia: Etty Hillesum e Don Milani" ha offerto un riflessivo dialogo sulle figure di due maestri, profondamente segnati dalla fiducia in un'umanità e in un divino che li ha sostenuti nei momenti più bui della storia o della loro vita.

Don Paolo Alliata, ha parlato di Etty Hillesum, una giovane olandese che, durante l'occupazione nazista, ha scelto di entrare nel campo di concentramento per aiutare gli altri. La sua fiducia incrollabile, anche nel momento più oscuro, emerge con forza nei suoi scritti. Hillesum ha vissuto il conflitto con la ricerca di una sorgente di fiducia dentro di sé, esplorando la solitudine come luogo di crescita interiore e di abbandono fiducioso. Il suo diario (1941-1943) rivela un’introspezione in cui il tema della fiducia si intreccia con il dolore esistenziale e la ricerca di un legame con il divino. La sua vita, segnata dalla brutalità della persecuzione, culmina nel sacrificio volontario nel campo di Auschwitz. Nonostante le terribili circostanze, la sua fiducia nel mondo e in Dio rimane solida, diventando una testimonianza di speranza.

Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo.
— Etty Hillesum

Eraldo Affinati ha esplorato la figura di Don Lorenzo Milani, un sacerdote e maestro che ha dedicato la sua vita a combattere le disuguaglianze sociali e culturali, specialmente nell’ambito dell'istruzione. Nato in una famiglia benestante, Don Milani ha trascorso la sua vita a Barbiana, dove ha fondato una scuola popolare per i ragazzi più svantaggiati. Il suo approccio educativo si basava su un’idea di giustizia sociale che superava le divisioni politiche, mirando a dare voce ai più emarginati, proprio come faceva con i suoi allievi. Milani riteneva che l’istruzione dovesse essere un atto di fiducia nei confronti degli studenti, riconoscendo le loro differenze e valorizzando il loro percorso individuale, piuttosto che giudicarli secondo gli stessi criteri dei giovani provenienti da contesti molto diversi. La sua pedagogia mirava alla crescita interiore e alla consapevolezza che l’apprendimento non si riduce al traguardo, ma al percorso individuale della persona.

Non c’è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra disuguali.
— Don Lorenzo Milani
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