22 MARZO 2025. IL COMPUTER È AFFIDABILE? - SAGRESTIA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
Nel tempo della crisi della fiducia tra esseri umani, cresce paradossalmente quella riposta nelle macchine. Ma il filosofo Maurizio Ferraris mette in guardia da un equivoco diffuso: “Affidabilità e fiducia non sono sinonimi. Le macchine non hanno intenzioni, non mentono, non tradiscono: se sbagliano, si correggono. L’essere umano invece può perseverare nell’errore per ideologia, paura, pregiudizio”.
La fiducia è ciò che regge la vita pratica, anche nei suoi gesti più semplici: “Anche attraversare la strada ordinare funghi al ristorante è un atto di fiducia. Delego a qualcun altro il sapere, la competenza e la buona volontà”. È questa struttura invisibile a tenere insieme la convivenza, anche quando non ce ne accorgiamo. La rottura di un oggetto o un lutto ce lo ricordano: la fiducia diventa visibile proprio quando viene meno.
Ferraris distingue tra il dubbio teorico della filosofia, che ha generato pensatori come Nietzsche, Marx e Freud, e la sfiducia quotidiana, che non è sostenibile: “Senza fiducia non si vive”. Anche il complottismo, afferma, è una forma paradossale di fiducia deviata: “Chi crede nei complotti ha bisogno di credere in un ordine, anche se oscuro”.
“Affidabilità e fiducia si muovono su piani diversi: la prima è tecnica e misurabile, la seconda è umana e incerta, ma necessaria.”
Il timore diffuso verso l’intelligenza artificiale è, in fondo, un riflesso animistico: “Proiettiamo sulle macchine emozioni e volontà umane. Ma ciò che temiamo davvero è chi ne detiene il controllo”. Ogni tecnologia - come ogni relazione - è un atto di delega. E quindi, in fondo, di fiducia.
“La paura delle macchine nasce da un’antica tendenza animistica: attribuiamo volontà e intenzioni a ciò che ne è privo. Ma ciò che davvero ci minaccia è chi le comanda, non le macchine in sé.”