22 MARZO 2025. LA BOLLA DIABOLICA DELL’ALGORITMO - MUSEO DIOCESANO
Sabato, presso il Museo Diocesano, si è svolto l'evento "La bolla diabolica dell’algoritmo", un incontro che ha esplorato le implicazioni sociali e filosofiche dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione. L'introduzione di Aurelio Mottola ha posto l'accento sulla creazione di una bolla invisibile intorno a noi a causa del tempo trascorso sui social, e su come l'algoritmo sia diventato un intermediario forzato tra noi e il mondo.
A seguire Miguel Benasayag e Mark Hunyadi hanno dialogato sul tema della fiducia nella società digitale, sottolineando come la fiducia, che tradizionalmente è legata a relazioni umane, stia sempre più cedendo il posto alla sicurezza digitale. La discussione ha toccato la rottura dei legami sociali e l'invasione della cibernetica nella nostra esistenza, mettendo in evidenza come l'IA non funzioni solo con input e output, ma generi nuove realtà e significati.
“Stiamo perdendo la potenza di agire. Malgrado tutto, è un nuovo modo di vivere. Dobbiamo provare a capire.”
Hunyadi ha sottolineato in tono critico come la fiducia stia venendo meno nelle nostre vite, mentre Benasayag ha enfatizzato il bisogno di comprendere e adattarsi a questa nuova dimensione tecnologica. L'incontro si è concluso con un appello a difendere i diritti umani e a proteggere lo spirito umano dalla "colonizzazione" digitale.
“Non siamo pronti moralmente e politicamente a lottare contro i giganti del digitale e della tecnologia. Dobbiamo proteggere i diritti umani, che sono diventati uno strumento esausto di fronte alla colonizzazione di massa dei giganti del digitale. É la ragione per la quale bisogna dichiarare lo spirito umano patrimonio dell’umanitá.”