23 MARZO 2025. HO FIDUCIA NONOSTANTE TUTTO - MEMORIALE DELLA SHOAH

Fidarsi, nonostante tutto. Anche quando non si comprendono i piani di Dio, quando si viene traditi, o quando il futuro appare incerto. È questo il filo rosso che ha attraversato l’incontro tra il rabbino Roberto Della Rocca e il giornalista Aldo Cazzullo, scandagliando la fiducia nella Bibbia attraverso tre livelli: verticale tra Dio e l’uomo, orizzontale tra esseri umani, e temporale verso il futuro.

Il primo atto di fiducia lo compie Abramo, chiamato a uscire da sé stesso e dai propri riferimenti per seguire Dio. È un viaggio interiore prima che geografico, una rottura con il narcisismo. Una scommessa radicale. Eppure, quella fiducia si fa misteriosa quando Dio chiede ad Abramo di sacrificare Isacco: perché proprio allora tace?

Sul piano umano, la Bibbia racconta la fatica di fidarsi e di essere degni di fiducia. Mosè, scelto nonostante la sua fragilità, resta fedele a Dio, ma inciampa in un attimo d’incertezza che gli preclude l’ingresso nella Terra Promessa. Per Della Rocca, è una pedagogia della responsabilità: la Scrittura è una chiamata viva, che insegna ad assumersi il rischio della libertà.

Il comando divino -Va’ verso te stesso- è un atto di decentramento: per fidarsi bisogna rinunciare al narcisismo e abbracciare un cammino interiore.

E poi c’è la fiducia nel futuro, che si trasmette - come nel caso di Mosè -  attraverso una “catena di donne”. Una fiducia che non nasce dalla certezza del domani, ma dalla volontà di affidarsi, anche nel buio. Perché, come suggerisce il Salmo 92 letto in chiusura, la fiducia è un canto che resiste, anche quando tutto sembra perduto.


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