23 MARZO 2025. PISTIS - MUSEO DIOCESANO
Nel suo intervento Massimo Cacciari ha esplorato il termine greco pistis, “fiducia”, come fondamento essenziale per ogni pratica umana. Partendo da questa parola, il filosofo ha evidenziato che nessuna azione o ricerca può esistere senza la predisposizione a credere nel raggiungimento di uno scopo. La fiducia è, quindi, un prerequisito ontologico per la conoscenza. La fede, infatti, è il ponte tra vedere e sapere, tra sapere e scienza, un cammino continuo di interrogazione e dubbio.
Cacciari ha poi approfondito la natura della fiducia, chiedendosi se essa sia un atto personale o se sia l’altro a “emettere” fiducia, come un magnete. La riflessione ha sottolineato come, nella filosofia occidentale, pistis rappresenti inizialmente una fiducia “debole”, necessaria, però, per ogni conoscenza e ricerca. Senza di essa, la ricerca sarebbe impossibile, poiché presuppone che la realtà esista e sia conoscibile.
Il filosofo ha poi discusso il ruolo cruciale della fiducia nella politica e nell’etica: senza fiducia reciproca, ogni legame sociale e comunità si dissolverebbe. La fiducia non è solo un valore relazionale, ma una condizione imprescindibile per il sapere, la scienza e la coesione sociale.
“Non ci sarebbe bisogno di credere se sapessimo. Ciò che so non è assurdo, perché è razionalizzabile. Posso credere nella teoria della relatività, nella legge di gravità, ma posso anche credere a una condizione paradossale, assurda. Credo che tutto il possibile sia possibile non a me, ma a Dio.”
“Pistis significa avere fiducia nella realtà delle cose.”
Così, la fiducia diventa il filo che attraversa le crisi, un gesto che affonda le radici nella responsabilità, nella memoria e in una visione che osa andare “oltre le stelle”.